Questo è il fotoblog di Davide Dutto. Visita anche: Facebook Pinterest YouTube Instagram Cibele Edizioni Sapori Reclusi

Questa mattina, superata Roma ormai all’altezza: metà Sardegna, stiamo scivolando su un mare piatto verso Palermo.

La nave è la Suprema della compagnia Grandi Navi Veloci. La cabina 8129 è silenziosa. Le vibrazioni dei potenti motori hanno un’effetto vibrato sul materasso e sul cuscino, così provo a non pensare a niente, e a rilassarmi.

Ci provo appunto… insomma rilassarsi non è davvero una mia caratteristica, mi piace vivere forte tutto il tempo che ho tra le mani e allora continuo a scorrere i pensieri verso una parte del mio cervello che non conosce filosofie zen. La nave è praticamente vuota, gli spazzi sono ampiamente condivisibili, e questo a me piace molto. Così riesco anche a uscire dalla mia cabina per fare il consueto giro sul ponte alto, dove amo star seduto al riparato dal vento e scrivere alcune emozioni, e realizzare fotografare.

Il mio I-Phone passa inosservato, appoggiandolo a terra mentre aspetto passeggeri ignari del mio scattare fotografie.

Passano, sono in controluce.

Scatto.

Lo sfondo è uguale per tutti.

Respiro lungamente luce e aria che sanno di ruggine e mare.

La fotografia per me è sempre stata una forma di rimedio estremo, di affermazione in una esistenza caotica, di essenza balsamica alla vita di tutti i giorni. Ecco, allora passo molto tempo a osservare e a immaginare. Seduto qui sul ponte allungo le gambe, ci appoggio il portatile sopra e scrivo, e fotografo e aspetto l’arrivo al porto di Palermo.

Questo è ciò che esce dopo la seconda Ceres. A presto Davide

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